Manifesto

Taami è una scelta, un invito.

Taami è un oggetto quotidiano. Da guardare. Da usare.

La sua bellezza parla del significato della sua funzione.

Taami è un invito a prendersi cura di sé attraverso un piccolo gesto.

Taami è il tempo per sé,
la pausa silenziosa e necessaria nel caos quotidiano. 

Taami non è un punto fermo, è il rito dell’equilibrio.

Taami non è allenamento, è pratica.

Taami ci ricorda che l’equilibrio è una possibilità reale. 

Non sostituisce la palestra, non sostituisce un corso. Li completa.

Con Taami impari ad accorgerti della meraviglia di un corpo che lavora.

E mentre il corpo lavora, la mente si svuota.

Il design per ritrovare l'equilibrio

Taami è un progetto disegnato da Matteo Ragni, architetto e designer milanese, due volte Compasso d'Oro. Il suo design è brevettato e il nome Taami è un marchio registrato.

Amo da sempre andare in barca a vela e in windsurf: sport in cui il corpo negozia in continuazione con una superficie che si muove, mai allo stesso modo due volte. Ho progettato Taami per portare quella stessa sensazione in una stanza: non un punto fermo da raggiungere, ma un dialogo continuo con il movimento.

Per questo oscilla lateralmente, come un'imbarcazione che rolla lentamente per cercare l’assetto perfetto in equilibrio tra la superficie dell’acqua e la spinta del vento.

Vista dall'alto, Taami non ha uno spigolo né una linea retta. Lateralmente si apre in una sezione ad ala di gabbiano: piedi e mani restano in linea con il pavimento, invece di piegarsi in posizioni scomode come su altre balance board sul mercato.

Gli strumenti che c'erano già erano funzionali, ma freddi, tecnici, con un'aria un po' medicale. Taami è un oggetto essenziale, discreto e armonioso, che merita di essere esposto con orgoglio, non chiuso in un armadio dopo l'uso” (Matteo Ragni)